Obiettivo Patente

Volare con drone in città: Regole EASA e Zone Rosse D-Flight

La domanda più comune per chi ha appena acquistato un aeromobile a pilotaggio remoto è senza dubbio: "Posso volare con il drone in città?". La risposta breve è: sì, ma dipende moltissimo da che tipo di drone possiedi, dalla zona in cui ti trovi e dalla tua preparazione come pilota.

Il mito secondo il quale i droni "piccoli" possono volare ovunque è ormai superato dalla ferrea struttura del Regolamento EASA 2019/947, che vincola tutti i voli alle mappe D-Flight e al rischio a terra. Volare incautamente sopra una piazza affollata non è mai consentito, a prescindere dal certificato UAS conseguito (anche per chi detiene le qualifiche A2, A3 o l'ambito crocevia Specific).

Vediamo in dettaglio quali sono i requisiti operativi, quando puoi decollare dal balcone di caso e in quali scenari il divieto diventa assoluto.

Le categorie operative EASA in sintesi

La normativa EASA non fa più differenza tra un uso hobbistico (per scattarsi un selfie) e uno lavorativo (rilievi topografici). L'unica metrica che conta è il rischio della tua operazione. Lo scenario urbano, per natura denso di persone e infrastrutture critiche, è per l'Aviazione Civile la zona di rischio più elevato.

Le operazioni si distinguono secondo tre macro-categorie di rischio stabilite dall'EASA:

Cosa puoi fare in categoria aperta A1 in città

Per il 90% degli amatori che vogliono sapere quali sono le regole per volare con un drone in città, il faro normativo di riferimento è la sottocategoria A1 all'interno della Open Category.

In sottocategoria A1 puoi approcciare l'ambito cittadino se e solo se possiedi un drone di marcatura di Classe C0 (fino a 250 grammi, tipicamente i mini droni) oppure di Classe C1 (sino a 900 grammi).

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Con drone di classe C0 (< 250g)

Puoi volare sulla città e puoi eccezionalmente transitare (non indugiare) sopra una o due persone non informate. Ad esempio, potrai fare una ripresa in un parco, sebbene sia fortemente consigliato aggirare la gente a piedi. È vietato, tuttavia, sorvolare gruppi folti (assembramenti). Obbligo assicurativo e registrazione d-flight richiesti.

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Con drone di classe C1 (250g - 900g)

Oltre all'assicurazione, devi aver superato il quiz online A1/A3. In questa classe la regola è ferrea: non è consentito il sorvolo accidentale di persone non coinvolte. Se vedi camminare qualcuno nel tuo campo operativo cittadino, il pilota ha l'obbligo civile di abbassare di quota l'UAS o deviarlo.

Ed i droni C2 (sino a 4 Kg)? Possono volare ma mai e poi mai in A1 o in A3 nei centri urbani. L'unica opzione è avere la qualifica A2 e fermarsi categoricamente a 30 metri di distanza dalla cittadinanza, mantenendo le medesime distanze minime da strade statali, parchi densi ed edifici industriali. Puoi farti una profonda cultura in merito studiando il Modulo EASA Procedure Operative.

Divieti assoluti in zona urbana

Dimentichiamo per un attimo il peso o i tuoi attestati di volo. Lo spazio in cui intendi decollare è sottoposto al vaglio dell'Aeronautica Militare e degli enti civili del traffico aereo. Esistono zone dove il divieto è intrinseco al suolo stesso (le cosiddette No-Fly Zone o aree UAS limitate).

🚨 Che cos'è esattamente un assembramento?

Molti piloti infrangono la regola numero 1 dell'EASA confondendo una "moltitudine" con un assembramento (Assemblies of people). La legge lo definisce come: un consesso di persone la cui fittezza impedisce a chi ne fa parte di allontanarsi celermente nel caso di caduta accidentale dell'aeromobile dal cielo (es. stadi, manifestazioni musicali, mercati cittadini). Lì sopra, neppure un elicottero civile di Categoria A può indugiare in hovering se non per i servizi di soccorso emergenziale.

D-Flight e autorizzazioni

EASA ha stabilito che lo Stato Membro deve dotarsi di un portale di geo-sensibilizzazione. In Italia, lo strumento unico, gratuito per la consultazione ed ufficiale è D-Flight, gestito congiuntamente da ENAV (Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo) e Leonardo.

Le mappe indicano a colori lo spazio aereo (CTR, ATZ). I classici divieti (cromaticamente rossi su mappa satellitare) per volare con un drone in città sono:

Sanzioni: cosa rischi se voli senza certificato

Oggi le forze dell'ordine italiane sono pesantemente formate in ambito droni e hanno in dotazione "sniffer Aeroscope" in grado di ricavare le emittenze radio remote dei radiocomandi per localizzare immediatamente i piloti distratti dal tablet in mezzo alle piazze!

Volare in barba ai dettami dell'ENAC – o entrare in un sedime protetto di un Aeroporto – significa sconfinare da sanzioni di mero carattere amministrativo al diritto Navigazionale e Penale. La multa canonica per mancare di copertura assicurativa civile in piazza va dai 15.000 ai 33.000 euro. Senza il famoso certificato UAS A1/A3, ove invece l'apparecchio impone l'ottenimento (da C1 in su), l'accusa si trasformerà legalmente in reato di condotta abusiva ai mezzi nel circolo atmosferico con confisca e ammende elevatissime, pari ai dettami stabiliti entro il Codice di Navigazione Italiana.

💡 Il Consiglio dell'Istruttore

Per la città, la regola d'oro "Less is More" non mente mai. Armati di mini drone da meno di 250g, accendi un'assicurazione (costa 25€ annui), registra il QR ENAV sul velivolo, accertati che D-flight non segni zone rosse o Parchi sul tuo giardino, fissa il tetto dell'altimetro a 120 metri (o meno, se i varchi aeroportuali del cono ATZ lo esigono), decidi un giorno non ventoso ed evita la presenza di estranei. Così il volo sarà non solo legale, ma meravigliosamente divertente.

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